TREZERI54
Simone Bacci e la voglia di riscatto dopo la caduta
Con Simone Bacci e Angelina Cangiano
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Trezeri54 Podcast: la rinascita attraverso le rime e la cultura hip hop dopo un passato difficile segnato da anoressia e bullismo giovanile. La musica diventa una terapia condivisa e un messaggio universale di speranza, suggellato dal brano Elettroshock e dalla forza dei legami familiari.
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Simone Bacci è il protagonista di un racconto intimo, intenso e carico di speranza, capace di dimostrare come la determinazione personale e l’arte possano vincere anche le sfide più drammatiche. Nella nuova puntata del podcast Trezeri54, condotto da Emanuele per gli studi di Web Live TV, lo spazio della conversazione si apre a una testimonianza di straordinaria autenticità. Ospite ai microfoni della trasmissione è il giovane rapper romano, accompagnato in studio dalla madre Angelina Cangiano, da sempre suo instancabile punto di riferimento.
Al centro dell’intervista c’è un percorso esistenziale segnato da prove durissime, dall’affido in casa famiglia ai disturbi del comportamento alimentare, fino alla piaga del bullismo scolastico e delle minacce in rete, culminato nella rinascita artistica grazie alla pubblicazione del brano “Elettroshock”, realizzato in collaborazione con il noto artista Johnny Scandal.
Le ferite del passato: la casa famiglia e la battaglia contro l’anoressia
Durante il confronto, il percorso di Simone Bacci viene ripercorso a cuore aperto a partire dai momenti più dolorosi della prima giovinezza. A causa dei gravi disagi psichiatrici del padre, a soli otto anni il ragazzo viene inserito all’interno di una casa famiglia, vivendo una condizione di forte solitudine aggravata dalle prese in giro subite a scuola per il proprio aspetto. Con il rientro definitivo tra le mura domestiche, la sofferenza emotiva non svanisce ma muta forma, trasformandosi in una severa anoressia nervosa.
Non si trattava di un semplice canone estetico esasperato, bensì di un rifiuto profondo della propria esistenza, un desiderio inconscio di sparire. La spirale negativa di Simone Bacci lo porta a una perdita di peso drastica fino a toccare una soglia critica tra i trentadue e i trentanove chili, rendendo necessari il ricovero ospedaliero a Foligno, la nutrizione forzata tramite sondino e una lunga degenza terapeutica presso una struttura sanitaria specializzata ad Arezzo.
La svolta interiore: l’amore filiale e il riscatto personale
La scintilla del cambiamento scatta quando Simone Bacci decide di aggrapparsi alla vita con rinnovata tenacia, guidato dal desiderio di restituire serenità alla persona che non lo ha mai lasciato solo, la madre Angelina. Quest’ultima, che ha affrontato prove enormi compresa una pesante diagnosi oncologica, ha sempre scelto di supportare il figlio con dolcezza, senza farlo sentire in colpa per le proprie fragilità.
Per l’artista emergente, riuscire a vedere gli occhi lucidi di felicità della madre sotto a un palco durante un concerto dal vivo è diventata la conquista più preziosa, la prova tangibile che persino dopo aver toccato il fondo della sofferenza è possibile risalire e ricostruirsi più forti di prima.
La musica rap come salvezza: il successo del singolo Elettroshock
Nel processo di guarigione, la scrittura ritmica ha svolto un ruolo salvifico determinante. Avvicinandosi all’universo della cultura hip hop, dove la credibilità dei testi nasce dal vissuto reale, Simone Bacci ha trasformato il proprio dolore in rime incisive.
Dalla passione spontanea di Simone Bacci è nato un impegno professionale serio, scandito dalle lezioni di tecnica vocale a Torino con la vocal coach Corinne Marchini e dalla composizione a quattro mani del singolo “Elettroshock” insieme a Johnny Scandal. Il brano ha raccolto un vasto consenso sulle piattaforme di streaming come Spotify e sui canali social di TikTok, aprendo le porte a esibizioni dal vivo su palcoscenici prestigiosi.
Cyberbullismo, impegno sociale e la riforma delle cure sanitarie
La testimonianza tocca problematiche civili di stringente attualità. Ricordando i gravi episodi di minacce di morte ricevute via chat, culminati in denunce giudiziarie finite sulle pagine di cronaca, il rapper insiste sull’assoluta necessità di rivolgersi alle autorità contro ogni forma di sopraffazione. Attraverso la cooperazione con la realtà solidale Bull Stop, l’artista dialoga costantemente con i tanti coetanei che gli confidano il proprio disagio sui social network, offrendo loro un canale d’ascolto protetto.
In studio viene inoltre lanciato un appello per una gestione più umana della sanità, affinché i reparti dedicati ai disordini alimentari minorili vengano nettamente separati dalle degenze psichiatriche per adulti. Il messaggio finale condiviso da Simone Bacci è un invito perentorio a rompere il muro della vergogna: chiedere aiuto tempestivo a specialisti, medici e affetti familiari è il vero atto di coraggio che avvia la risalita.
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