TREZERI54
Storia e archeologia, ne parliamo con Giovanna Arciprete e Samantha Lombardi
Con Giovanna Arciprete e Samantha Lombardi
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Trezeri54 Podcast: scavi, tutela del patrimonio e falsi miti da sfatare sull'antica Roma, tra la vita quotidiana nell'arena e le meraviglie di Ostia Antica. Le archeologhe Arciprete e Lombardi raccontano la complessità del lavoro sul campo, la reversibilità del restauro e la memoria del territorio.
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La storia e la ricerca archeologica sul campo costituiscono le chiavi di lettura fondamentali per comprendere l’identità profonda delle nostre comunità e riscoprire le radici del passato. Nel nuovo appuntamento del podcast Trezeri54 su Web Live TV, condotto da Emanuele dagli studi del litorale romano, l’attenzione si concentra sullo straordinario patrimonio monumentale che unisce l’antica Roma alla foce del Tevere.
Ospiti d’eccezione al tavolo sono due studiose di storia di grande autorevolezza scientifica: Giovanna Arciprete, per molti anni funzionaria della Soprintendenza Speciale di Roma e figura di riferimento per gli scavi del Parco Archeologico di Ostia Antica, e Samantha Lombardi, archeologa specializzata in cavità sotterranee e indagini speleo-archeologiche.
Il confronto demolisce fin dalle prime battute la narrazione romanzata del cinema d’avventura alla Indiana Jones, restituendo al pubblico la complessità metodologica del restauro, il valore della tutela pubblica e i retroscena della vita quotidiana nell’Urbe imperiale.
La tutela del patrimonio tra rigore scientifico, burocrazia e stratificazione urbana
La comprensione della storia materiale non ammette scorciatoie romantiche, richiedendo invece una paziente mediazione quotidiana tra la salvaguardia dei reperti sepolti e lo sviluppo infrastrutturale moderno.
Giovanna Arciprete illustra i compiti istituzionali affrontati nei cantieri d’emergenza della metropolitana romana e durante la posa dei sottoservizi urbani, rievocando le complesse battaglie condotte in sede di commissione ministeriale per vincolare e tutelare siti delicatissimi come Monte Testaccio.
L’archeologia contemporanea si fonda su un approccio interdisciplinare in cui il responsabile di cantiere collabora fianco a fianco con numismatici, epigrafisti, antropologi fisici e paleobotanici. Scavare nel sottosuolo è a tutti gli effetti un’operazione irreversibile e distruttiva: in assenza di un rilievo grafico millimetrico e di interventi di consolidamento rigorosamente reversibili e filologici, si rischia di cancellare per sempre la possibilità di interpretare le stratificazioni delle epoche successive.
Ostia Antica e i Porti Imperiali: il motore commerciale dell’Impero
Con una superficie monumentale di oltre ottantotto ettari attualmente esplorabili e una vasta porzione ancora sepolta sotto le dune, il comprensorio del Parco Archeologico di Ostia Antica custodisce una specificità straordinaria che lo differenzia radicalmente da Pompei.
Ostia non è stata congelata all’improvviso da una catastrofe vulcanica, ma ha vissuto una progressiva evoluzione commerciale senza subire la selvaggia speculazione edilizia moderna che ha stravolto il centro monumentale di Roma.
Connessa strettamente al monumentale bacino esagonale dei porti di Claudio e Traiano a Fiumicino, la cittadina costiera rappresentava il cuore logistico dell’annona statale, deputata all’ammasso di tonnellate di grano per garantire la sussistenza della popolazione durante i mesi invernali del mare clausum, quando le tempeste bloccavano le rotte marittime nel Mediterraneo.
L’ordinata edilizia ostiense, sviluppata su eleganti insule in mattoni alte fino a quattro piani e protetta dalla presenza dei vigili del fuoco, faceva da contraltare al disordine urbanistico della Capitale, dove fatiscenti palazzine private in legno superavano i dieci piani, prive di collegamenti idrici e costantemente minacciate da roghi spaventosi.
Oltre i falsi miti cinematografici: gladiatori nell’arena e la vera figura di Nerone
Nel prosieguo della puntata le ospiti smontano con acume critico le invenzioni narrative alimentate dai kolossal di Hollywood che hanno reinterpretato la storia. Gli spettacoli gladiatorii non erano orge di sangue animate da massacri indiscriminati: i gladiatori erano atleti professionisti formati in scuole severissime, sottoposti a diete a base di legumi e curati dai massimi medici dell’epoca come Galeno, poiché il lanista proteggeva con fermezza il proprio cospicuo investimento economico.
Gesti teatrali come il pollice verso o motti celebri derivano in gran parte dall’immaginario pittorico del Romanticismo ottocentesco o da aneddoti isolati attribuiti all’imperatore Claudio. Una revisione storiografica analoga interessa la figura dell’imperatore Nerone: le fonti documentarie attestano che non appiccò affatto il grande incendio di Roma del 64 d.C., trovandosi nella residenza di Anzio durante lo scoppio delle fiamme e coordinando i primi soccorsi per gli sfollati.
Il dibattito mette in risalto inoltre il peso politico, economico e diplomatico nella storia esercitato dalle figure femminili patrizie, capaci di orientare le decisioni del Senato pur senza ricoprire cariche magistratuali ufficiali.
Didattica della memoria e nuove iniziative divulgative
A chiudere l’incontro è un appello rivolto alle istituzioni per sostenere le professioni dei beni culturali, garantendo compensi dignitosi ai giovani ricercatori sul campo. L’ archeologa Arciprete illustra i laboratori didattici realizzati nelle scuole primarie e i volumi illustrati curati insieme agli studenti dei licei artistici, preziosi per far comprendere come la storia costituisca l’unica bussola civile capace di prevenire gli errori del presente.
La puntata anticipa infine la produzione di un nuovo ciclo di podcast monografici pensati per approfondire i personaggi più controversi della romanità antica con un linguaggio brillante e accessibile a tutti.
Per approfondire gli eventi, i siti storici e le testimonianze del passato custodite dalla storia sul litorale laziale, consulta gli articoli raccolti nella sezione dedicata a storia e archeologia.